ico signoraFAQ, domande frequenti

faqQual'è la definizione di sterilità?

L'International Council on Infertility Information Dissemination (INCIID, Consiglio Internazionale per la Diffusione di Informazioni sull'Infertilità) considera una coppia sterile se non c'è stato concepimento dopo un anno di rapporti non protetti, o dopo sei mesi per donne oltre i 35 anni; c'è incapacità di portare a termine la gravidanza. Una coppia sana di circa 25 anni con rapporti sessuali regolari ha una possibilità su quattro di riscontrare una gravidanza in qualsiasi mese dell'anno. I fattori che possono impedire la fecondazione dell'ovulo sono comunque molteplici ed è fondamentale la valutazione nei singoli casi.

 

faqQuali sono gli esami da fare?

Gli esami per l'infertilità sono molti, ma solo alcuni sono indispensabili: analisi del liquido seminale; valutazione della funzionalità tubarica con una laparoscopia o idrolaparoscopia; valutazione ormonale dell'ovulazione; valutazione della cavità uterina con un'isteroscopia. Gli altri esami sono da eseguirsi in casi particolari, da valutare per ogni coppia.

 

faqQuali sono le fasi di un ciclo di fecondazione assistita?

La prima parte del trattamento prevede un'induzione della crescita follicolare multipla, a cui segue il prelievo degli ovociti, la fecondazione extracorporea ed il successivo trasferimento degli embrioni sviluppatisi in vitro (cioè in laboratorio) all'interno dell'utero materno.

 

faqI farmaci utilizzati sono pericolosi?

L'induzione della crescita follicolare multipla è effettuata utilizzando in generale sostanze identiche o assai simili a quelle che in natura consentono la maturazione ovocitaria della donna. Si tratta, cioè, di sostanze il cui unico rischio potenziale riguarda il possibile sviluppo della sindrome da iperstimolazione ovarica (0,6% dei casi).

 

faqDopo quanto tempo si può ripetere un ciclo di trattamento?

Per consentire alla coppia di ottenere un adeguato periodo di ripresa dal carico emotivo che tali terapie comportano, e per un corretto recupero della spontanea funzione ovarica e mestruale, è preferibile lasciare passare circa 2-3 mesi per sottoporsi ad un successivo ciclo di trattamento. In alcuni casi, gli esami e le indagini indicheranno alla coppia che sarà possibile concepire un figlio solo ricorrendo a un aiuto. Questo aiuto, a seconda della complessità e della gravità del caso, potrà consistere in: trattamento farmacologico, ad esempio nei casi di disfunzioni ormonali, intervento chirurgico, ad esempio per "sbloccare" l'occlusione delle tube di Falloppio o in caso di varicocele.

 

faqGli ovociti ottenuti nel ciclo hanno la stessa qualità?

No, la qualità degli ovociti è una caratteristica intrinseca di ogni donna. Dopo il pick-up si ottiene un numero eterogeneo di ovociti, dei quali circa l'80% sono maturi ma sono presenti anche ovociti immaturi o con aspetto degenerato che non sono adatti alla fecondazione.

 

faqCosa si osserva il giorno seguente alla fecondazione?

Dopo 17-20 ore dall'inseminazione l'ovocita fecondato presenta due pronuclei, corrispondente ai codici genetici femminile e maschile. Si possono osservare ovociti fecondati correttamente, ovociti non fecondati o fecondati in modo anomalo.

 

faqDopo quanto tempo si può sapere se le terapie hanno avuto successo?

Dopo circa due settimane dal trasferimento dell'embrione nell'utero è possibile effettuare un'analisi del sangue dell'ormone beta-hCG e verificare se il concepimento ha avuto luogo ed è iniziata la gravidanza.

 

faqQuali sono i rischi per il corpo della donna?

Il rischio per la donna è quello dell'iperstimolazione che può essere prevenuto o limitato attraverso controlli regolari durante l'assunzione dei farmaci. Non ci sono altri rischi per la donna in seguito alle tecniche di PMA.

 
faqI bambini nati da PMA dovranno effettuare periodici e particolari controlli nel corso della loro vita?

I bambini nati da PMA sono uguali a tutti gli altri bambini e non hanno bisogno di particolari controlli.

 

faqIl G-CSF può essere usato da tutte le donne con poliabortività?

No, la decisione la deve prendere il Ginecologo in base ai risultati delle indagini cliniche.

 

faqIl G-CSF può essere pericoloso per la madre o per il nascituro?

No, il dosaggio relativamente basso e il suo ventennale uso nelle neutropenie lo rendono più che sicuro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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